

A Prima Difesa®, associazione schierata al fianco delle Forze dell’Ordine, capita spesso di dover scrivere di cronaca nera, di storie tristi, di fatti gravi e per certi versi, angoscianti, oggi però la Presidenza, vuole raccontare una storia a lieto fine, oggi prima Difesa vuole raccontare in anteprima -e dalla viva voce dei Poliziotti che hanno l’hanno operato- un intervento di soccorso pubblici andato a buon fine, perché le Volanti, oltre ai servizio di prevenzione e repressione dei reati, si occupano prevalentemente di soccorso pubblico.
Oggi siamo nella Questura di L’Aquila per poter intervistare un Poliziotto che insieme al suo capo equipaggio ha realmente salvato una vita, oggi parliamo di un atto eroico, parliamo quindi con Massimiliano, una nostra vecchia conoscenza…
Simona Cenni: “Ciao Max, come sempre Prima Difesa si interessa a tutto ciò che circonda la Polizia di Stato, a 360 gradi, specialmente quando veniamo a sapere di atti eroici!”
Massimiliano De Cristofaro: “Grazie, so che siete sempre attenti agli episodi che circondano le forze dell’Ordine.”
Simona Cenni: “Oggi voglio intervistarti in merito ad un contesto preciso, in merito al salvataggio che tu ed il tuo collega Giuseppe Ciuffini avete fatto a L’aquila lo scorso anno.”
Massimiliano De Cristofaro: “Bene, la cosa è passata in sordina per una serie di ragioni, ma sono contento della tua proposta, chiedimi tutto, nei limiti del possibile ti rispondo.”
Simona Cenni: “Raccontami dell’intervento, la prima segnalazione della Sala Operativa”
Massimiliano De Cristofaro: “Mah, era una giornata caldissima, eravamo in pena estate, io e Giuseppe facevamo controllo del territorio a bordo di una volante, la volante 2 se non sbaglio…”
Simona Cenni: “…e che è accaduto all’improvviso, dai racconta?”
Massimiliano De Cristofaro: “Guarda Simona, ogni nota della sala radio viene data e ricevuta all’improvviso, forse proprio questo è il bello della diretta, comunque, ad un certo punto ricordo che dalla sala operativa mi giunge una nota con un certo sollecito, dal tono: “Volante 2 c’è un suicidio in atto, un uomo si stà impiccando, ha chiamato la moglie andate subito…”
Simona Cenni: “Caspita, immagino che agitazione, poi?”
Massimiliano De Cristofaro: “No Simona, nessuna agitazione, io e Giuseppe siamo di lungo corso, sinceramente rallentiamo il tempo per poter preparare le nostre persone ad ogni singolo intervento delicato, sai, non sai mai il contesto in cui vai ad infilarti, magari da un semplice allarme sonoro poi ti trovi in mezzo ad una sparatoria per rapina in banca…”
Simona Cenni: “immagino, dai che siamo curiosi, racconta….”
Massimiliano De Cristofaro: “Simona, questa è una tra quelle rare volte che non riesco a parlare a dirotto, mentre parlo ricordo ed il ricordo di quel giorno è ancora pesante, sebbene sia finito tutto bene”; “allora, guidava Giuseppe, io prendo nota dell’intervento e partiamo a razzo, chiediamo l’autorizzazione per i segnali à-sirena e lampeggiante- e ci viene subito concessa, arriviamo sul posto volando, ma la segnalazione era sbagliata, allora immagina che concitazione, un uomo stà per morire e noi non troviamo il posto in cui lo sta facendo, porcamiseria, li siamo andati nel pallone per qualche secondo, allora abbiamo fatto d’iniziativa, tra radio e comunicazioni telefoniche siamo riusciti ad intuire dove fosse il posto e in prossimità abbiamo visto una donna che sbracciava urlando “MIO MARITO E’ MORTO, SI E’ IMPICCATO, E’ LI NEL BOSCHETTO, ANDATE LI, LUI E’ MORTO LI C’E’ MIO FIGLIO…”, beh, Simona, immagina tu che scena ci stava aspettando!”
Simona Cenni: “Mio Dio, dev’essere terribile!”
Massimiliano De Cristofaro: “Si, è terribile. Ma non ci siamo persi d’animo, abbiamo cercato di capire come arrivare sul posto, immagina che si era impiccato ad un albero a circa mezzo chilometro dalla strada in mezzo alla sterpaglia e senza strade per arrivarci, la località era Bazzano, fuori L’Aquila”; “ad un certo punto vediamo la scena, chiudiamo la maccchina, prendiamo ciò che possiamo e cerchiamo di correre, ma vedevamo un uomo a penzoloni ed un giovane che urlava, era terribile…mentre corro cado e mi slogo una caviglia, caspita, penso fra me e me, non ci voleva, adesso come ci arrivo??? Giuseppe invece riesce ad arrivare prima di me, poco dopo giungo anche io, il figlio del suicida aveva cercato di slacciare una cordicella che in verità ci dissero poi era un vecchio laccio da scarpe che non abbiamo mai trovato sul luogo dell’episodio, tra l’erba alta e il caso, puoi immaginare, insomma, io e Giuseppe prendiamo di peso questo signore che era viola-nero in volto, gli occhi chiusi, non respirava, non dava cenni di vita alcuna, gli togliamo il resto del laccio con cui si era impiccato e comprendiamo che si era avvolto al collo un ramo verde dello stesso albero, poi scivolando in un canale di irrigazione ai piedi dell’albero si era impiccato e così era rimasto per oltre 15 minuti, allora io e Giuseppe abbiamo pensato a rianimarlo!”
Simona Cenni: “Mamma mia che scena assurda! Ma come vi è venuto in mente di rianimarlo?”
Massimiliano De Cristofaro: “mah, non lo so, non so darti una spiegazione logica, abbiamo visto un giovane -il figlio- che piangeva, la moglie che piangeva, anche il fratello piangeva, tutti si disperavano, non c’era più nulla da fare, ma io e Peppe non abbiamo accettato la morte dell’uomo, questa è la verità, non abbiamo accettato di essere arrivati in ritardo a causa delle indicazioni sbagliate della moglie, allora ci siamo guardati negli occhi ed abbiamo pensato, questo lo facciamo tornare in vita, proviamoci!
Simona Cenni: “Max, o è un atto eroico o è un gesto folle il vostro!”
Massimiliano De Cristofaro: “Che ti devo dire? Forse per fare questa professione devi essere un po’ pazzo ed un po’ poeta, sennò non funziona mica sai?”; “comunque, cerchiamo nella valigia di pronto soccorso qualcosa per aiutare il suicida, ma non abbiamo trovato nulla di buono, né palloni ambo ne boccagli, insomma, valigia vuota, allora abbiamo iniziato a fare di testa nostra, mi sono levato la camicia dell’uniforme, l’ho strappata ed ho usato i pezzi per mettere qualcosa tra la mia bocca e quella del suicida, per cautelarmi, idem Giuseppe, poi abbiamo iniziato, 15 compressioni e 2 insufflazioni, era da pazzi, l’uomo era morto, viola e nero in volto, devo ammettere che avevo difficoltà anche nel toccarlo perché mi faceva senso, ma volevo che aprisse gli occhi per prenderlo a schiaffi, infatti mentre io e Peppe ci alternavamo parlavamo al suicida dicendogli svegliati che ti dobbiamo prendere a schiaffi…”
Simona Cenni: “Incredibile, poi?”
Massimiliano De Cristofaro: “In quel momento abbiamo spinto fino all’impossibile, l’autoambulanza ha sbagliato incrocio e si è allontanata, l’elisoccorso non era disponibile, i soccorsi tardavano ad arrivare, io ero sfinito, ho fatto RCP per 20 minuti suppergiù, idem Peppe, avevo iper-ventilato, ero stanco e sotto il sole mi stavo cuocendo, Simona, credimi, ad un certo punto stavo per svenire, ma poi ho visto gli uomini della croce rossa con bombole di ossigeno correre verso di noi e mi sono rilassato….”
Simona Cenni: “Mamma mia, sembra tutto così veloce vero?”
Massimiliano De Cristofaro: “Credo di aver vissuto questa scena per un anno….ancora me la ricordo viva in memoria, urli, pianti, concitazione, lui che non accennava a svegliarsi, ad un certo punto credevo che io e Peppe stessimo facendo una rianimazione ad un cadavere…”; “incredibile, solo dopo aver provato certe emozioni sai cosa significa vedere morire una persona è terribile rinunciare a salvarla….”; “quando ho visto la croce rossa che somministrava ossigeno al malcapitato ricordo che ero a terra, mi girava la testa, la mia respirazione frequente non aveva portato ossigeno al sangue ma anidride carbonica, stavo svenendo, mi sono ripreso perché ho strappato la bombola ad uno degli infermieri e mi sono fatto alcune belle boccate….”
Simona Cenni: “e il suicida?”
Massimiliano De Cristofaro: “Lo hanno trasportato con urgenza all’ospedale, io e Peppe siamo rimasti per un pò a cercare i pezzi e a fare mente locale per riprenderci, abbiamo spiegato tutto alla sala operativa e dopo un oretta buona siamo andati al pronto soccorso per vedere cosa stava accadendo, con stupore abbiamo visto il suicida in piedi, che fumava una sigaretta all’aria aperta! Cavolo, ma stiamo sognando ci siamo detti io e Peppe! Invece no, era proprio lui, risvegliato, lavato, pulito stirato e viziato! Mi sono avvicinato, mi sono presentato e gli ho dato una sberla (amichevole, idem Giuseppe…) lui si è commosso, ci ha abbracciato e ci ha rivelato i motivi del tentativo di suicidio e le modalità e solo allora, siamo sprofondati nel paradosso! Questa Simona è davvero bella, ascolta perché è divertente davvero!”
Simona Cenni: “sono tutta orecchie!”
Massimiliano De Cristofaro: “Lui ci ha detto che l’ ha fatto per motivi d’amore, la moglie si vedeva con un altro e lui ha voluto attirare la sua attenzione con la minaccia del suicidio!”
Simona Cenni: “come con la sola minaccia, ma non si era suicidato?”
Massimiliano De Cristofaro: “questo è il bello, era ubriaco, si era attaccato per il collo ma non voleva suicidarsi, solo che poi è scivolato nel canale di irrigazione ed è rimasto impiccato al ramo verde che lo ha retto perfettamente, così stava morendo non volendo morire davvero, ironia della sorte siamo arrivati io e Peppe e lo abbiamo salvato davvero dalla morte….”
Simona Cenni: “ragazzi, siete fantastici, davvero, il vostro è un atto eroico, che sia premiato, ma vi hanno premiato?”
Massimiliano De Cristofaro: “io e Peppe eravamo stati proposti dal nostro Dirigente Dr. Paolo Pitzalis, cher nell’occasione saluto e ringrazio per la fiducia che ci dimostra ogni singolo giorno di servizio, è un onore servire sotto il suo comando, dicevo, proposti per un Encomio Solenne, poi però ci hanno dato un premio in denaro e comunque, alla fine della fiera, non era il premio a cui aspiravamo, ma fare bene il nostro servizio per la società, in questo caso, quella Aquilana, già tartassata da una situazione drammatica!”
Simona Cenni: “Ciao Massimiliano e a presto!”
Massimiliano De Cristofaro: “Ciao Simona, in bocca a lupo per tutto e per la tua battaglia con Prima Difesa perché sò fate bene ciò che fate, non fatevi mai intimorire da nessuno ed andate avanti fieri per la vostra strada, questa è la vita e ricordati sempre che la differenza la fanno davvero alcune persone, quelle persone che hanno la volontà e te lo dice uno che ne ha tanta!”
Intervista a cura del Presidente di Prima Difesa®
Simona Cenni