
Ri-proposti dalla
Fondazione Ivstitia
l'Artista (?) Guillermo Habacuc Vargas
Roma. Biennale a rischio per Guillermo Habacuc Vargas, lo ‘'peudoartista'’ 50enne del Costa Rica che ha messo in mostra un cane randagio, legato in un angolo della sala, lasciandolo morire di fame e sete. Oltre 150.000 persone da tutto il mondo, in pochissimi giorni, hanno espresso la propria indignazione verso quella che, secondo loro, non può essere certo considerata un'opera d'arte. A quanto pare Vargas avrebbe pagato dei bambini affinché catturassero un cane per poi utilizzarlo come 'opera d'arte' che consisteva appunto nel guardare l'agonia e la sofferenza fino alla morte. Ai visitatori sarebbe stato vietato di portare cibo e acqua e chiunque cercava di avvicinarsi per accudire l'animale veniva allontanato in malo modo con insulti. Sopra il cane morente, una scritta fatta di croccantini con la frase: ‘Eres lo que lees’ (‘Sei quello che leggi'). Secondo l’artista’ lo scopo era quello di testimoniare l'indifferenza dell'essere umano nei confronti di altri esseri viventi. In un'intervista rilasciata a la 'Nación', ha dichiarato: "Lo scopo del lavoro non era causare sofferenza alla povera innocente creatura, bensì illustrare un problema. Nella mia città natale, San Josè, Costa Rica, decine di migliaia di randagi muoiono di fame e malattia e nessuno dedica loro attenzioni. Ora, se pubblicamente mostri una di queste creature morte di fame, come nel caso di Nativity, ciò crea un ritorno che evidenzia una grande ipocrisia in tutti noi. Nativity era una creatura fragile e sarebbe morta comunque su una strada". Fatto sta che il cane, secondo quanto riferisce Leonor Gonzalez, editore del supplemento culturale di ‘La Prensa’ in Nicaragua, sarebbe morto il giorno seguente a quello in cui sono state scattate le foto. Diversa la versione della galleria nicaraguense che ha ospitato l’allestimento, secondo la quale l'artista avrebbe trovato il cane in un vicolo e l'avrebbe portato nella galleria senza che fosse previsto. Secondo loro, inoltre, sarebbe stato correttamente alimentato per tutto il tempo tranne le tre ore della mostra. Il cane non è poi morto ma secondo loro è "scappato" in un momento di disattenzione. Ma i dubbi restano. Come è possibile che la galleria non abbia imposto a Vargas di liberare il cane? E ancora: è possibile che nessuno sia andato lì con prepotenza – anche violenza – per portarsi via l’animale? Per di più l’artista è stato scelto per rappresentare il suo Paese nella ‘Biennale Centroamericana 2008’ che si terrà in Honduras. In quest’ultimo caso, almeno, qualcosa si è mosso. Le ire di associazioni animaliste e di cittadini di ogni parte del mondo hanno fatto sì che un rappresentante della Biennale abbia contattato Vargas, mediante lettera scritta in cui è stato espresso lo sconcerto riguardo la pubblicità negativa ricevuta da ‘Sei quello che leggi’ ed è stata messa in dubbio la legittimità dell'ammissione come eccellente artista e rappresentate. A questo punto l’artista ha chiesto pubblicamente scusa e promesso che non riproporrà mai più simili progetti.
Fondazione Ivstitia
l'Artista (?) Guillermo Habacuc Vargas
Roma. Biennale a rischio per Guillermo Habacuc Vargas, lo ‘'peudoartista'’ 50enne del Costa Rica che ha messo in mostra un cane randagio, legato in un angolo della sala, lasciandolo morire di fame e sete. Oltre 150.000 persone da tutto il mondo, in pochissimi giorni, hanno espresso la propria indignazione verso quella che, secondo loro, non può essere certo considerata un'opera d'arte. A quanto pare Vargas avrebbe pagato dei bambini affinché catturassero un cane per poi utilizzarlo come 'opera d'arte' che consisteva appunto nel guardare l'agonia e la sofferenza fino alla morte. Ai visitatori sarebbe stato vietato di portare cibo e acqua e chiunque cercava di avvicinarsi per accudire l'animale veniva allontanato in malo modo con insulti. Sopra il cane morente, una scritta fatta di croccantini con la frase: ‘Eres lo que lees’ (‘Sei quello che leggi'). Secondo l’artista’ lo scopo era quello di testimoniare l'indifferenza dell'essere umano nei confronti di altri esseri viventi. In un'intervista rilasciata a la 'Nación', ha dichiarato: "Lo scopo del lavoro non era causare sofferenza alla povera innocente creatura, bensì illustrare un problema. Nella mia città natale, San Josè, Costa Rica, decine di migliaia di randagi muoiono di fame e malattia e nessuno dedica loro attenzioni. Ora, se pubblicamente mostri una di queste creature morte di fame, come nel caso di Nativity, ciò crea un ritorno che evidenzia una grande ipocrisia in tutti noi. Nativity era una creatura fragile e sarebbe morta comunque su una strada". Fatto sta che il cane, secondo quanto riferisce Leonor Gonzalez, editore del supplemento culturale di ‘La Prensa’ in Nicaragua, sarebbe morto il giorno seguente a quello in cui sono state scattate le foto. Diversa la versione della galleria nicaraguense che ha ospitato l’allestimento, secondo la quale l'artista avrebbe trovato il cane in un vicolo e l'avrebbe portato nella galleria senza che fosse previsto. Secondo loro, inoltre, sarebbe stato correttamente alimentato per tutto il tempo tranne le tre ore della mostra. Il cane non è poi morto ma secondo loro è "scappato" in un momento di disattenzione. Ma i dubbi restano. Come è possibile che la galleria non abbia imposto a Vargas di liberare il cane? E ancora: è possibile che nessuno sia andato lì con prepotenza – anche violenza – per portarsi via l’animale? Per di più l’artista è stato scelto per rappresentare il suo Paese nella ‘Biennale Centroamericana 2008’ che si terrà in Honduras. In quest’ultimo caso, almeno, qualcosa si è mosso. Le ire di associazioni animaliste e di cittadini di ogni parte del mondo hanno fatto sì che un rappresentante della Biennale abbia contattato Vargas, mediante lettera scritta in cui è stato espresso lo sconcerto riguardo la pubblicità negativa ricevuta da ‘Sei quello che leggi’ ed è stata messa in dubbio la legittimità dell'ammissione come eccellente artista e rappresentate. A questo punto l’artista ha chiesto pubblicamente scusa e promesso che non riproporrà mai più simili progetti.
fonte: estense.com - Notizia inserita il 30/10/2007
Fondazione Ivstitia, il nostro commento!
Arte per Arte, c'è poco da commentare.
Magari potremmo suggerire alcune migliorie, ad un Uomo (?) che, come si accerta dalla foto,
ha più di un orecchio per ascoltare il VAFFANCULO elevatosi dal Mondo degli Uomini onesti in Suo onore.
Rif. Vaffanculo: Cassazione, Sezione Quinta Penale - Sentenza n.27966 del 13 luglio 2007 - (2467)
La Fondazione Ivstitia, struttura da sempre impegnata dei diritti di ogni singolo essere vivente, ricorda con piacere l'Artista Piero MANZONI, noto per aver sigillato le proprie feci in 90 barattoli da 30 gr. cadauno il 21 Maggio del 1961, titolandoli "MERDA D'ARTISTA".
Vendette poi ogni scatoletta da 30 gr. al prezzo del suo peso equivalente in ORO.
La creazione del MANZONI non mancò di suscitare interesse, sia a causa della radicale rottura con la tradizione artistica del tempo che per l'evidente segnale di degenerazione e decadenza dell'arte moderna.
A questo punto, suggeriamo all'artista contemporaneo di ispirarsi al MANZONI, poichè mescaolando l'Arte con la modernità dell'Arte ed impastando l'assurdo con la nuova chiave di lettura regalataci dall'illuminato Maestro (?) Guillermo Habacuc Vargas, il il suggerimento che per logica nè viene, è il titolo di una nuova Opera Omnia, ovvero, l'ARTISTA DI MERDA!
Questo però, lo scriviamo a prescindere dall'esito della Mostra.
Invero, dobbiamo anche sottolineare che il cane, povera bestiola, sembra sia stato alimentato per tutta la durata della mostra, tranne gli orari di apertura al pubblico.
Ma sembra che il cane "scomparso" dopo la mostra, sia deceduto...
Ricordiamo che esiste una petizione on-line alla quale si può aderire affinche il predetto Maestro non eserciti più nella realtà, le sue artistiche innovative idee...
http://www.petitiononline.com/13031953/petition.html
(2685013 Signatures Total)
Arte per Arte, c'è poco da commentare.
Magari potremmo suggerire alcune migliorie, ad un Uomo (?) che, come si accerta dalla foto,
ha più di un orecchio per ascoltare il VAFFANCULO elevatosi dal Mondo degli Uomini onesti in Suo onore.
Rif. Vaffanculo: Cassazione, Sezione Quinta Penale - Sentenza n.27966 del 13 luglio 2007 - (2467)
La Fondazione Ivstitia, struttura da sempre impegnata dei diritti di ogni singolo essere vivente, ricorda con piacere l'Artista Piero MANZONI, noto per aver sigillato le proprie feci in 90 barattoli da 30 gr. cadauno il 21 Maggio del 1961, titolandoli "MERDA D'ARTISTA".
Vendette poi ogni scatoletta da 30 gr. al prezzo del suo peso equivalente in ORO.
La creazione del MANZONI non mancò di suscitare interesse, sia a causa della radicale rottura con la tradizione artistica del tempo che per l'evidente segnale di degenerazione e decadenza dell'arte moderna.
A questo punto, suggeriamo all'artista contemporaneo di ispirarsi al MANZONI, poichè mescaolando l'Arte con la modernità dell'Arte ed impastando l'assurdo con la nuova chiave di lettura regalataci dall'illuminato Maestro (?) Guillermo Habacuc Vargas, il il suggerimento che per logica nè viene, è il titolo di una nuova Opera Omnia, ovvero, l'ARTISTA DI MERDA!
Questo però, lo scriviamo a prescindere dall'esito della Mostra.
Invero, dobbiamo anche sottolineare che il cane, povera bestiola, sembra sia stato alimentato per tutta la durata della mostra, tranne gli orari di apertura al pubblico.
Ma sembra che il cane "scomparso" dopo la mostra, sia deceduto...
Ricordiamo che esiste una petizione on-line alla quale si può aderire affinche il predetto Maestro non eserciti più nella realtà, le sue artistiche innovative idee...
http://www.petitiononline.com/13031953/petition.html
(2685013 Signatures Total)
Ta i mille commenti -taluni anche irripetibili- trovati on-line contro la barbaria dell'Artista Sadico, ne abbiamo scelto uno che pubblichiamo con vero piacere, auspicando che l'Artista ne colga il talo comunicativo e nè accetti di buon cuore la tesi, sposandola magari in una sua prossima futura esposizione:
"Guillielmo dovrebbe esporsi lui come opera d ‘arte e farsi pestare a turno dagli dalla gente e quelli che andavano al museo? Non dicevano niente? Tremendo, meritano di morire artista e spettatori!"
fonte: http://darkomcmahon.wordpress.com/2007/10/21/boycott-guillermo-habacuc-vargas/

1 commenti:
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